Giugno 6, 2026

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Dove la pietra incontra l’acqua: l’incanto senza tempo del Parco Grotte del Caglieron

Un viaggio nella spettacolare forra di Fregona guidati dalla presidente della Pro Loco, tra fragorose cascate, l’antico sapere degli scalpellini e i segreti del formaggio affinato in grotta.

Ci sono luoghi in cui la natura e l’ingegno umano si fondono a tal punto da creare un’atmosfera sospesa, quasi primordiale. Ai piedi del maestoso Altopiano del Cansiglio, nel comune di Fregona, il Parco Grotte del Caglieron si rivela agli occhi del visitatore come un santuario di roccia e acqua. Un profondo canyon, o meglio una forra naturale, che racchiude in sé secoli di storia geologica e tradizioni rurali custodite con orgoglio dalla comunità locale.

A guidare lo sviluppo e la valorizzazione di questo gioiello naturalistico è la Pro Loco di Fregona, presieduta da Francesca Bertolin. Un impegno, il loro, che ha saputo trasformare un tesoro nascosto in una delle mete più affascinanti e frequentate dell’Alta Marca Trevigiana, registrando numeri da record ma mantenendo intatta l’identità e la sostenibilità del luogo.

La sinfonia del torrente e l’arte della “Piera Dolza”

Il viaggio all’interno del parco si snoda lungo un ardito sistema di passerelle in legno che asseconda le curve della gola, sospese sopra le acque spumeggianti del torrente Caglieron. Passo dopo passo, lo sguardo si perde tra cascate spettacolari che risuonano nella roccia e profonde cavità artificiali che raccontano il passato artigiano del paese.

Queste grotte, infatti, sono in parte il risultato del lavoro secolare degli antichi scalpellini. Fin dal 1500, l’uomo ha scavato questi banchi di arenaria per estrarre la celebre “piera dolza” (pietra dolce), un materiale da taglio tenero e malleabile utilizzato nell’edilizia locale per scolpire stipiti, architravi e cornici che ancora oggi ornano i palazzi della zona. Gli operai, lavorando con precisione millenaria, asportavano i blocchi lasciando intatte delle monumentali colonne di roccia inclinate a sostegno della volta, creando veri e propri templi sotterranei che oggi la luce del giorno accarezza in un suggestivo gioco di ombre.

Non solo natura: il gusto custodito nell’oscurità

Per una rivista che ama esplorare le connessioni tra paesaggio e palato, il Parco Grotte del Caglieron riserva una sorpresa straordinaria. L’ambiente sotterraneo, caratterizzato da una temperatura costante e da un tasso di umidità controllato naturalmente, si è rivelato perfetto per scopi che vanno ben oltre il turismo geologico.

All’interno dell’oscurità protetta di queste cavità viene infatti affinato il celebre “formaggio di grotta” locale. Le forme, disposte sulle scalere di legno nel silenzio della roccia e coccolate dal mormorio dell’acqua sottostante, subiscono una stagionatura unica. L’ambiente ipogeo favorisce lo sviluppo di microflore specifiche sulla crosta, donando al formaggio un profilo aromatico inconfondibile, con note erbacee, sentori di sottobosco e una complessità che riflette l’anima stessa della forra.

Un turismo lento che vive tutto l’anno

La vera scommessa vinta dalla Pro Loco, sotto la guida di Francesca Bertolin, è stata la destagionalizzazione. Il parco ha abbandonato la vecchia logica dei picchi di visite estivi per aprirsi ai viaggiatori sette giorni su sette, tutto l’anno.

Ogni stagione regala una veste diversa al Caglieron: se l’estate offre un fresco rifugio dalla calura della pianura tra la vegetazione lussureggiante e i riflessi dell’acqua, l’inverno trasforma la forra in uno scenario fiabesco, dove le sorgenti d’acqua si cristallizzano in gigantesche e spettacolari stalattiti di ghiaccio. Al termine del percorso pedonale, la magia continua incrociando un antico mulino sapientemente restaurato, perfetto punto di sosta per degustare un calice di Torchiato di Fregona DOCG accompagnato, naturalmente, dal formaggio affinato a pochi metri di distanza.

Il Parco Grotte del Caglieron non è solo una meta escursionistica; è un’esperienza sensoriale completa. Un luogo dove l’udito è cullato dalle cascate, la vista è rapita dalla pietra scolpita dal tempo e il gusto ritrova le sue radici più autentiche. Un piccolo capolavoro italiano che la Pro Loco di Fregona continua a proteggere e raccontare con immutata passione.

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