Novembre 28, 2022

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Bellenda: serve una certificazione di territorio, i consorzi ne diventino promotori

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Blend

Gli alti costi delle certificazioni impediscono ai piccoli produttori di dotarsene. Per superare l’empasse, il team di legislatori deve essere composto da chi lavora ogni giorno in vigna

Parte da Blend, rassegna enoculturale ideata e realizzata dall’azienda agricola Bellenda di Vittorio Veneto, la richiesta di una certificazione ambientale di territorio. La proposta è uscita a margine del convegno dedicato al tema dell’agroforestazione declinata nella viticoltura, nell’ospitalità e nella distribuzione dagli ospiti presenti. L’agroforestazione è l’insieme dei sistemi agricoli che vedono la coltivazione di specie arboree o arbustive perenni, consociate a seminativi o pascoli, nella stessa unità di superficie. Il confronto ha evidenziato la consapevolezza da tutte le parti che questa pratica sia fondamentale per promuovere una viticoltura responsabile e sostenibile, ma ha visto emergere da più fronti la necessità di creare un sistema di certificazione ambientale a basso costo a cui possano accedere anche le piccole aziende. Il segreto per una buona riuscita dell’agroforestazione sta infatti nell’equilibrio tra le parti e nel fatto che deve essere una scelta condivisa nel territorio.

Il padrone di casa, Umberto Cosmo, ha lanciato la proposta che siano nello specifico i Consorzi di Tutela a farsi promotori di questa iniziativa, a cominciare da quello del Conegliano Valdobbiadene, da sempre all’avanguardia nell’attenzione all’ambiente. La tutela del territorio e dei diversi elementi che lo compongono non può più essere differita anche perché è un requisito sempre più richiesto per accedere a moltissimi mercati, soprattutto quelli del Nord Europa, da sempre più sensibili a questi temi. Attualmente le certificazioni sono fornite da società private e l’alto costo per ottenerle non è sostenibile da aziende di medie-piccole dimensioni che il più delle volte, pur facendo un prodotto di qualità e altamente sostenibile, devono rinunciare a esportare.

“È necessario che le giuste pratiche vengano normate e rese accessibili a tutti – ha sottolineato Umberto Cosmo – e che a tutti i produttori, indipendentemente dalle dimensioni e dal portafoglio, sia data la possibilità di certificare il loro operato. I Consorzi sono il soggetto che deve prendersi in carico questo compito perché devono tutelare tutti i loro soci e metterli nelle condizioni di agire al meglio e di farsi testimoni e custodi di una viticoltura rispettosa, sostenibile e a misura d’uomo”.
L’agricoltura, settore centrale per lo sviluppo dell’economia nazionale, deve poter accedere a tutti gli strumenti necessari per proporre tecniche di produzione attente all’ambiente e alla preservazione della biodiversità. “Per raggiungere l’obiettivo verso una viticoltura sostenibile – aggiunge Umberto Cosmo – è necessario mettere in campo una squadra composta da tecnici, agronomi, biologi e soggetti che ogni giorno vivono la vigna. Dapprima questo comitato deve creare leggi ad hoc e, in seguito, regolamenti per costruire linee guida precise e valide per tutto il comparto del vino. In una seconda fase è poi evidente il bisogno che siano i singoli Consorzi di Tutela, i quali sono a conoscenza delle specificità locali, a monitorare le azioni e le tecniche impiegate da piccole, medie e grandi aziende vitivinicole garantendone l’efficacia e la veridicità e accompagnandole nella costruzione di una sempre migliore gestione della tutela ambientale territoriale”.

Insieme a Umberto Cosmo hanno partecipato alla discussione Sabrina Tedeschi di Tedeschi Wines, Pietro Pellegrini di Pellegrini Spa, Rossana Roma del Ristorante Dolada, Andrea Cartapatti, Corporate Manager of Food & Beverage presso Blu Hotels S.p.A e Giuliano Vantaggi Site Manager all’interno dell’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene UNESCO. A moderare il dibattito il giornalista e critico Antonio Paolini.
Blend è l’’evento, riservato a produttori, professionisti e opinion leader giunto quest’anno alla quarta edizione, che riunisce le diverse anime del mondo enoico italiano ed estero con l’obiettivo di stimolare un dibattito vivo e costruttivo su specifici argomenti.

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